Anestesia

[vc. dotta, dal greco “ anaisthèsía “ insensibilità', comp. di an e áisthèsis"sensazione" s. f. Abolizione della sensibilità dolorifica anche patologica, indotta artificialmente con farmaci, a scopo chirurgico - totale, che interessa tutte le attività cerebrali, ad eccezione di quelle strettamente vitali, con soppressione della coscienza - locale, che interessa una parte limitata del corpo con conservazione della coscienza.
(definizione tratta dal Vocabolario della Lingua Italiana di Nicola Zingarelli, Undicesima edizione).
L'anestesia generale è una tecnica in cui il paziente è reso completamente privo di coscienza. Inoltre l'anestesia generale permette di garantire l'analgesia (l'animale non percepisce dolore), l'amnesia ( non ricorda nulla dell'evento chirurgico) e la paralisi muscolare (i suoi muscoli sono privi di tono e quindi rilasciati). L'anestesia generale è comunemente indotta e mantenuta somministrando al paziente farmaci per via endovenosa o per via respiratoria o per ambedue le vie.
Anestesia locoregionale
L'anestesia locoregionale è una tecnica che di avvale di una particolare classe di farmaci chiamati anestetici locali. È utilizzata per rendere insensibile al dolore quella parte del corpo oggetto di trattamento chirurgico, per esempio una zampa, un piede o una data area cutanea. Questo tipo di anestesia permette di mantenere un piano anestesiologico molto leggero (necessario solo a garantire l' immobilità del soggetto) per tutta la durata dell'intervento chirurgico, senza avere alcuna percezione del dolore.